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Casa dei mostri di Bomarzo

Casa dei mostri di Bomarzo

Il Sacro bosco di Bomarzo si trova nella Tuscia laziale in provincia di Viterbo. Viene chiamato il parco dei mostri perché è un tesoro nascosto che è assolutamente da non perdere. Questo Bosco come se trasportasse le persone in un mondo fatto di animali giganteschi, mitologici un mondo fantastico con mostri di pietra. Ogni visitatore, riesce a cogliere l’aspetto surreale e grottesco di questo giardino delle meraviglie. Fu realizzato dell’architetto Pirro Ligorio su commissione del Principe Pier Francesco Orsini.

Il parco dei mostri di Bomarzo, il mistero

Molti si chiedono quale sia il mistero relativo al parco dei mostri di Bomarzo. Il parco ha tanti significati nascosti e bisognerebbe capire qual era la reale intenzione del principe Orsini quando ha deciso di realizzarlo. Le statue nello spazio verde sono piene di simbolismi che richiamano al mondo della fantasia e della mitologia. Il visitatore si trova in questi edifici surreali, con grandi statue che lo disorientano. Viene chiamato anche Bosco iniziatico perché probabilmente veniva utilizzato proprio come una sorta di percorso iniziatico per quello che il principe stesso diceva ovvero “Sfogare er core”. E’ un regno immaginario con enigmi e richiami mitologici fatti di mostri marini, spingi, sirene, tartarughe giganti e non solo. Inoltre all’interno del parco si trovano anche tanti giochi ottici.

Quando visitare il parco di Bomarzo

È possibile visitare il parco dei mostri di Bomarzo raggiungendo la località in provincia di Viterbo. Si può andare lì preferibilmente con l’automobile, ma anche con i mezzi pubblici. Infatti, è aperto tutti i giorni dalle 8:30 alle 19 nel periodo estivo e poi fino al tramonto invece, in quello invernale. Non c’è bisogno di prenotare ma solo di pagare il costo del biglietto di 10 euro. All’interno sarà possibile godere della bellezza del parco senza tempo e vedere alcune delle sue strutture principali. Tra tutte vi sono la statua del drago, la casa pendente, oppure la tartaruga, l’elefante o la statua del Dio Nettuno.

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