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Ghetto Ebraico

Il ghetto ebraico di Roma è uno dei ghetti più antichi di tutto il pianeta. È sorto 40 anni dopo il ghetto di Venezia che è stato il primo in Italia. Si chiama Ghetto proprio in virtù del nome della Contrada Veneziana, ovvero lo specifico luogo in cui si radunavano gli ebrei costretti a risiedere in un particolare periodo storico. Già partire da luglio del 1555, Papa Paolo IV revocò tutti i diritti concessi agli Ebrei romani e quindi, istituì il ghetto che fu soprannominato Serraglio degli ebrei. Fu realizzato nel rione Sant’Angelo vicino al teatro di Marcello. Gli ebrei oltre a dover risiedere nel ghetto dovevano anche portare un distintivo per essere riconoscibili sempre. Nel corso degli anni ci sono state varie vicissitudini storiche relative agli ebrei. La revoca di patye delle restrizioni a Roma avviene solo diversi anni più tardi con Papa Sisto V che consenti anche l’ampliamento del quartiere.

L’ampliamento del Ghetto Ebraico di Roma

Nel 1825 poiché la popolazione era considerevolmente aumentatail Ghetto Ebraico fu ingrandito ulteriormente con Papa Leone XII. Papa Pio IX invece fece abbattere il muro che circonda il ghetto nel 1848. Successivamente nel corso degli anni durante il Regno d’Italia e poi dopo, prima del periodo del Fascismo, all’interno fu realizzata anche una Sinagoga costruita dall’architetto Osvaldo Armanni.

Il periodo fascista

Nel corso del periodo nazifascista il Ghetto Ebraico di Roma fu oggetto di una retata da parte degli nazifascisti. Furono catturati oltre 1000 ebrei e furono portati al campo di concentramento di Auschwitz. Papa Benedetto XVI nel 2010 si recò nel tempio maggiore del Ghetto Ebraico Romano e fece un importante passo per cercare di rinsaldare il dialogo tra cattolici ed ebrei. Il pontefice rese omaggio alle vittime dello sterminio nazista proprio in quel luogo. Anche Papa Francesco ha fatto la stessa visita qualche tempo fa. Oggi il Ghetto si trova nell’area delimitata da via Arenula, via Dei Funari, via dei Falegnami, via della tribuna di Campitelli, Lungotevere de’ Cenci e via del Portico d’Ottavia. Prima invece era molto più ristretto.