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Golfo di Gaeta: montagna spaccata e la mano del turco

Golfo di Gaeta: montagna spaccata e la mano del turco

Il Golfo di Gaeta è un bellissimo golfo ricco di spiagge e di città dalla bellezza è indiscutibile. Questo sul golfo ha un innegabile pregio naturalistico, è da considerarsi uno dei più belli d’Italia. Secondo la leggenda, questo litorale ha fatto da sfondo alle vicende di Enea che riposa in questa zona e seppellì la nutrice. Ma, inoltre è stato anche meta delle gesta di Ulisse che era stato al Circeo insieme alla maga Circe sulla sua Isola, che probabilmente era Ponza. In realtà, però la vera storia relativa al popolo degli Aurunci e dei Volsci, ovvvero popoli italici che abitarono quella zona e la difesa dai Romani prima che riuscissero a conquistarla. È stata una buona zona invasa anche dai barbari e dei Saraceni.

I centri urbani del Golfo di Gaeta

Nel Golfo di Gaeta ci sono vari centri urbani come Maranola, Castellonorato, Suio Alto, Sperlonga, Campodimele. Poi, in questa zona vi è anche la vicinanza di Formia che è stato protagonista insieme a Gaeta degli eventi che portarono all’Unità d’Italia.

La montagna spaccata e la mano del turco

Due sono le zone più emblematiche del Golfo di Gaeta. La montagna spaccata è uno dei simboli di questa zona, ovvero è un complesso naturale che si chiama così per tre fenditure che ha nella roccia secondo alcune testimonianze. Anche San Filippo l’aveva percorsa infatti, vi è un giaciglio in pietra che ancora oggi viene chiamato il letto di San Filippo Neri. Ha una bellezza davvero molto suggestiva e continuamente è meta di pellegrinaggio per i fedeli visto che nasconde anche un santuario. Un altro emblema da non perdere in questa zona è la mano del turco. All’interno della Grotta turca infatti, che si trova a Gaeta vi un’impronta, ovvero la cosiddetta mano del turco. La terra secondo la leggenda quando morì Gesù cominciò a tremare anche a Gaeta e da quello si provocarono le fenditure della montagna spaccata. Invece secondo la leggenda un saraceno che non credeva sacralità di tale posto, toccò le pareti rocciose e vide che c’erano delle parti morbide tanto che la sua impronta rimase impressa per sempre, quindi si legge questa scritta in latino che dice proprio questo. Il testo cita: “Un incredulo si rifiutò di credere ciò che la tradizione riferisce, lo prova questa roccia rammollitasi al tocco delle sue dita”. Numerosi Pellegrini visitano questa posto ogni anno.

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