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La benedizione degli animali a Sant’Eusebio

Avete mai sentito parlare della benedizione degli animali a Sant’Eusebio? Ebbene, dal 1437 nel rione Esquilino ogni anno per la festa di Sant’Antonio Abate, c’è la tradizionale benedizione degli animali . Nella parrocchia di Sant’Eusebio, così come in ogni altro anno, c’è la possibilità di benedire i propri amici a quattro zampe. E’ possibile seguire questa tradizione presso la chiesa di Sant’Antonio Abate su via Carlo Alberto vicino a Santa Maria Maggiore. Inizialmente le benedizioni si facevano nel rione, già a partire dall’inizio del Novecento.

La storia della benedizione degli animali a Sant’Eusebio

Ogni anno il 17 gennaio davanti alla chiesa di Sant’Eusebio vi è questa tradizione molto particolare. La benedizione degli animali di Sant’Eusebio si tiene nell’angolo tra Piazza Vittorio e via Napoleone. Il rito è celebrato da diversi anni ed è una realtà dalle origini molto antiche. In pratica, per riuscire a mettere in campo questa tradizione era necessario che i proprietari degli animali dessero un’offerta alla chiesa di Sant’Antonio Abate. Questo avveniva già all’inizio del Novecento. La tradizione è rappresentata anche in tante litografie e dipinti come la litografia di A. J. B. Thomas nel 1823. Inoltre, proprio perché c’era un giro di soldi e di tradizione, alcune chiese continuarono a farlo anche senza autorizzazione mentre, alcuni lo facevano come privati all’esterno della chiesa. Ad un certo punto intervenne il Papa che decise di rendere obbligatoria questa funzione in chiesa.

La celebrazione

La celebrazione in merito alla benedizione degli animali a Sant’Eusebio si tiene ogni 17 gennaio. È abbinata a questa storica tradizione anche una festa Popolare. La storia della benedizione è delicata alla stessa storia del santo, ovvero Sant’Antonio Abate. Sant’Antonio Abate fino all’età di 20 anni ha sempre avuto un rapporto privilegiato con gli animali, tanto da essere considerato il santo protettore degli animali domestici. Infatti, viene ritratto spesso con un maiale con al collo una campanella. La tradizione legata alla sua storia è molto sentita in questa zona di Roma.