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La porta magica a Piazza Vittorio

In Piazza Vittorio a Roma viene custodito oramai da diversi anni una sorta di segreto. Si tratta della porta magica. La porta magica di piazza Vittorio a Roma è anche conosciuta con il nome di Porta alchemica. È uno dei resti di Villa Palombara, c’è una villa che si trovava sul colle Esquilino prima che Roma diventasse, così organizzata. Nella storica Piazza Roma dell’Esquilino proprio vicino alla stazione Termini e a pochi passi dalla basilica di Santa Maria Maggiore, c’è questo insieme di simboli esoterici e statue. Lì vicino si trova la porta magica che secondo la leggenda era collegata agli studi dell’alchimista proprietario della villa e al percorso per raggiungere la pietra filosofale.

La storia della porta magica a piazza Vittorio a Roma

La porta magica a piazza Vittoria Roma, viene anche chiamata porta ermetica, porta alchemica o porta dei cieli. Nel 1680, Il marchese Massimiliano Savelli Palombara, nella sua residenza, aveva costruito questa porta. In realtà, nella sua Villa Palombara ovvero una residenza estiva sul colle Esquilino, aveva creato il suo laboratorio magico. La porta è una delle cinque della villa che sono sopravvissute nel tempo. Oggi è possibile vederla nella parte Nord dei giardini di Piazza Vittorio Emanuele II. In realtà, prima si trovava a circa 100 metri da quella posizione a ridosso del muro di Villa Palombara e fronteggiava la strada Gregoriana e la strada Felice. Nel 1888 fu ricostruita nei giardini di piazza Vittorio a ridosso del muro della chiesa di Sant’Eusebio. Sono state posizionate vicino due statue del dio Bes che prima si trovavano nel Palazzo del Quirinale.

Visitare la porta magica

La porta magica di Piazza Vittorio Veneto si può visitare nei giardini di Piazza Vittorio. Ad essa sono collegate tante leggende come quella dell’ Alchimista Francesco Giuseppe Borri. Secondo la leggenda riuscì a trovare un’arma in grado di produrre oro e fu visto l’ultima volta attraversando la porta. Un’altra leggenda ancora racconta che le scritte esoteriche e le statue ranoa un modo per far entrare i contadini e non farli avvicinare troppo al laboratorio alchemico del marchese.