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La storia del Giardino degli Aranci

Il Giardino degli Aranci, chiamato anche Parco Savello è uno dei punti più panoramici della città. Ha una posizione invidiabile che permette di vedere alcuni scorci della Cupola della Basilica di San Pietro. Intorno a questo giardino vi è una storia leggendaria e molto misteriosa. Infatti, si racconta che nel 1200 San Domenico di Guzman, fondatore dei domenicani che risiedevano in quella zona, portò della Spagna un albero di arance amare piantato in un giardino dove i frati facevano l’orto. Quella pianta originaria del luogo, diede luogo ad altri alberi con i suoi profumati frutti. Si trova all’interno del parco ed è ancora possibile vederla.

La vera storia del Giardino degli Aranci

Il Giardino degli Aranci risale alla fine del 1200. Faceva parte della fortezza della famiglia Savelli. È stato riaperto al pubblico dopo quattro secoli di inaccessibilità. È stato poi trasformato nel 1932 in un giardino panoramico da Raffaele de Vico. Il parco è simmetrico ed al centro nasce il viale dedicato a Nino Manfredi che porta alla terrazza panoramica da cui si può vedere una spettacolare vista su Roma. Dal 1936 vi è anche una fontana spettacolare all’entrata in piazza Pietro D’illiria.

Le particolarità del giardino

Il Giardino degli Aranci oltre al viale centrale dedicato a Nino Manfredi, presenta anche due slarghi. Una delle caratteristiche più importanti della struttura è la fontana che si trova all’ingresso che è composta da un tipico mascherone Romano. È stata costruita nel 1593. Ad oggi il giardino ha tre ingressi principali, ovvero quello in Piazza Pietro d’Illiria, poi uno sul Clivo di Rocca Savella e uno in via di Santa Sabina. È possibile visitare il Giardino degli Aranci da ottobre a febbraio fino alle ore 18, da marzo a settembre fino alle ore 20 e da aprile ad agosto fino alle ore 21. E’ opportuno sempre prenotare a telefono o presso il sito.