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Monte Testaccio

Il Monte Testaccio è un monte molto amato e apprezzato dai Romani. Viene anche chiamato dal popolo Monte dei Cocci. È una collina artificiale che si trova nella zona portuale dell’antica Roma. Monte Testaccio è alto circa 36 metri e si trova nell’omonimo Rione tra il Tevere e le mura aureliane. Si chiama in questo modo dal latino Mons testaceus, che appunto vuol dire un “Monte fatto di cocci”. Infatti la collina è stata fatta da tanti strati di cocci realizzato con 53 milioni di anfore in terracotta disposti lì in epoca romana e provenienti dal porto fluviale sul fiume Tevere. E’ un sito archeologico molto importante.

La storia del Monte Testaccio

Il Monte Testaccio era originariamente alto 54 metri con una circonferenza di un chilometro. Vi erano delle anfore usate per il trasporto merci che poi venivano accumulate in quella zona dal vicino porto fluviale. Nel periodo Augusteo e fino alla metà del III secolo dopo Cristo, fu portata avanti questa attività di accumulo. Le anfore olearie provenivano soprattutto dall’Andalusia e quindi non potevano essere utilizzabili perché i residui d’olio potevano alterare i contenuti. Cosa che non accadeva invece, con le anfore per i prodotti agricoli. Ecco perché decisero di risolvere in questo modo creando una discarica dove i frammenti venivano accatastati in un’economia di spazio, così da formare una struttura di tipo piramidale. L’olio poi, nella decomposizione è stato un ottimo legante, così vi è il Monte dei Cocci. È possibile vedere anche il marchio di fabbrica che si trova sulle anfore.

L’importanza storica del Monte Testaccio

Il monte Testaccio quindi ha un’importanza archeologica e storica fondamentale. Infatti, ad oggi non solo è possibile leggere ancora il marchio di fabbrica delle delle anfore, ma inoltre, vi sono anche indicazioni sul contenuto sulla data consolare e i controlli eseguiti nel corso del viaggio. Quindi si tratta di una vera e propria fonte storico-documentaria per capire il funzionamento gruppo economico dell’Impero Romano e quali erano i collegamenti tra la capitale e le province.